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In “schizzi veneziani” Teresa Bianchi cattura Venezia non come cartolina perfetta, ma come luogo vivo, pulsante, fatto di acqua che riflette e distorce, di edifici che respirano storia, di movimento continuo.
La gondola che attraversa la scena con eleganza sembra disegnare una linea fluida che divide il reale dal sognato, mentre la luce si posa sulle facciate come un racconto antico.
I colori saturi, le ombre leggere e il cielo leggermente violato da sfumature fredde conferiscono alla scena una qualità cinematografica che non sacrifica la verità del luogo.
Venezia qui non appare fragile o minacciata: appare sicura di sé, capace di rinnovarsi proprio attraverso il suo essere immutabile.
La fotografa restituisce un momento che potrebbe essere ieri, oggi o domani, proprio perché la città lagunare vive di atemporalità.
Sandro Serradifalco
